



La giornata comincia intorno alle ore 9.30 in piazza del Popolo con le semifinali della gara nautica tra i Rioni aronesi. La gara tra le squadre nautiche partecipanti porta alla qualificazione dei tre finalisti.

Nel primo pomeriggio i rappresentanti delle Contrade Aronesi, in splendidi costumi cinquecenteschi, sfilano sul lungolago da Corso Repubblica fino a Piazza del Popolo.
Spettacoli di folklore caratteristici sono offerti dagli "Sbandieratori di Asti dei Rioni", dalla sfilata dei gruppi storici, dei rapaci della Scuola di Falconeria e degli eleganti levrieri afgani.
Terminate le rappresentazioni, alla presenza delle autorità della città, il parroco di Arona impartisce la benedizione ai gonfaloni, per andare poi alla finale della regata per la conquista del Palio da parte di tre imbarcazioni alle quale sono abbinati i 3 biglietti vincenti della lotteria del Palio.
Il Palio, uno stendardo che rappresenta un galeone, è un'opera della pittrice aronese Elisa Bazzica.

Cenni Storici
Il Palio (che deriva da Palium, mantello) era nel medioevo uno stendardo consegnato ai vincitori di gare. In seguito, il nome servì per designare le gare stesse, che si disputarono nel corso dei secoli e che is disputano ancor oggi, come il palio, celeberrimo, di Siena, di Arezzo e di Ferrara.
E' ben possibile che anche la comunità aronese, la quale visse tempi fecondi in epoca viscontea e borromaica (quindi in temperie medioevale ed umanistico-rinascimentale, nonchè spagnolesca), abbia organizzato giostre o tornei o, appunto, palii, per celebrare eventi storici di innegabile importanza.
Ad esempio, l'eroica resistenza opposta alle preponderanti forze francesi che avevano assalito la rocca, da Anchise Visconti, nel 1523, cui potrebbero essersi ispirate rappresentazioni più o meno agonistiche rievocanti detto ed altri consimili episodi. Magari con la presenza del abadano, l'intrepido e leggendario tamburino della "compagnia dei Quaranta".
Un primo cenno del Palio aronese è datato 1901. Anno in cui sulle pagine del settimanale dell'epoca "Tribuna Illustrata" appare il disegno della prima regata.
La pace di Arona
La Pro Loco di Arona durante l'edizione 2003 del Palio ha ritenuto doveroso conferire rilievo al 500° anniversario della "PACE DI ARONA". Tale evento ebbe luogo nella nostra città l'11 aprile 1503 con la stipulazione di un trattato tra il re di Francia Luigi XII e i cantoni svizzeri di Uri, Schwyz e Nidwalden.
La "Pace di Arona" si colloca in quel periodo della nostra storia durante il quale la penisola divenne preda ambita da Francesi, Spagnoli e Svizzeri, che si contesero le nostre terre, ricche, culturalmente splendide, ma vulnerabili militarmente a causa della loro frammentazione politica.
Nel 1499 il re di Francia, Luigi XII, conquisto' la Lombardia, accampando diritti dinastici sul Ducato di Milano. I Francesi inviarono soldati anche a Bellinzona (attualmente capitale del Canton Ticino e allora facente parte del Ducato di Milano), ma i suoi abitanti insorsero contro gli invasori, impadronendosi di due castelli e costringendo i soldati del re di Francia ad abbandonare la piazzaforte.
Bellinzona chiese ai tre cantoni confederati d'oltre Gottardo (Uri, Schwyz e Nidwalden) , che aspiravano già da tempo ad acquisirne il possesso, di essere annessa. Questi accolsero di buon grado la richiesta e si insediarono nel territorio bellinzonese.
Tale acquisizione ebbe luogo di fatto tra il 1500 e il 1501. Nel 1503, dopo l'assedio di Locarno da parte dei cantoni confederati e l'occupazione da parte loro dei territori attorno al Lago Maggiore fino ad Arona, il re Luigi XII, incontrando gli Svizzeri nella nostra città, riconobbe ai tre cantoni d'oltre Gottardo il possesso di Bellinzona.
Vennero cosi' a determinarsi le lontane premesse alla futura creazione del Canton Ticino, che sarà istituito soltanto nel 1803.